lunedì 27 gennaio 2014

Bici curiose #2

Rieccoci nella "rubrica" delle biciclette curiose in cui ci si imbatte quotidianamente ad Heidelberg.
Girano per la città almeno tre biciclette di questa tipologia: telaio simil-Harley-Davidson, manubrio ben comodo, single speed, freni...non visibili (ma probabilmente contropedale?)
Carina, vero?



Backzeit

Ecco due dei miei ultimi divertimenti in cucina:

Biscotti bicolori alla panna, ricetta qui.
Molto buoni, ricordano un po' gli abbracci della Mulino Bianco. Commento delle tedesche: ma non sono dolci!

E poi un pane tendenzialmente salato, metà farina di grano, metà semola di grano duro, olio, sale, lievito di birra e semi di sesamo per finire. Con la zuppa di legumi ci sta una meraviglia.


domenica 19 gennaio 2014

Panificazione - esperimenti

La passione per il pane l'ho da tanto, chi mi conosce lo sa. Ma cimentarmi a farne io, di pane, è affare recente. Invogliata da un regalo di compleanno azzeccato, ecco qui due dei miei tentativi di panificazione in terra germanica.

Pane al mais


Pane di segale con noci e cranberries

sabato 18 gennaio 2014

Bici curiose #1

Ecco, lo sapevo. L'idea mi era venuta da un po', ho aspettato a parlarne sul blog per raccogliere un po' di foto, ed ecco che pochi giorni fa mi trovo questo articolo su Repubblica. Che a sua volta rimanda alsito Tumblr dell'autore delle fotografie.

Fa niente, ho deciso che la mia rubrica dedicata alle biciclette può esistere lo stesso.
L'idea mi era venuta vedendo esemplari davvero stupefacenti di biciclette in città (Heidelberg, intendo). Sì, perché essendo in Germania ed essendo gli abitanti in gran parte universitari, vi si trova una concentrazione di bici esorbitante; in conseguenza di ciò, aumenta la probabilità di trovare modelli dal telaio insolito, personalizzazioni a base di colori sgargianti, così come rottami resuscitati da chissà dove.

Signori e signori, diamo inizio alla rubrica (a cadenza indefinibile): Bici curiose!


lunedì 6 gennaio 2014

Arrampicate benauguranti

Nei restanti giorni di bel tempo, quelli a cavallo di Capodanno, ha prevalso invece l'arrampicata. I Marocc di Cassone e le Placche di Baone, al Lago di Garda, ci hanno ospitato con la consueta accoglienza gardesana, fatta di sole quasi caldo, bei tiri e viste spettacolari, come queste qua:

da un Marocc:

Dai Maroc, ormai sta tramontando ed io tento l'HDR:

 Ma anche senza HDR, pochi minuti prima:

Dopo aver scalato sulle placche di Baone, in zona Arco di Trento:

E, di nuovo, non manco di paperosità:


 anche quando gioco a fare l'uomo ragno:



Monte Pora - neve e sole

Le vacanze natalizie come sapete ci han concesso ben pochi giorni di sereno. Ma quei pochi me li son giocati in posti davvero meritevoli. Come il 27 dicembre. Una passeggiata sulla neve che Natale e Santo Stefano han portato in quantità. Data la mia pessima forma fisica suggerisco una meta facile - e chi ne sa più di me sta anche attento al pericolo valanghe. E così eccoci al Monte Pora, già meta di uscite quando si era bambine. 
La giornata è davvero stupenda e si gode di una visuale chiara sulle montagne vicine, per esempio 

l'Alben,


la Presolana,

e montagne lontane.

Risaliamo le piste da sci. La combinazione di neve, tracce, cielo blu saturo ed alberi imbiancati mi fa scattare più foto di quanto sarebbe permesso pubblicare, quindi qui solo una:




 Non solo scatto io, a sorpresa vengo anche immortalata, con andatura paperesca (la giacca extra large e le ciaspole mi fanno davvero più papero di quanto già sia), proprio davanti alla Presolana.


A Bergamo il giorno di Natale si mangia...

E, sempre sull'onda dell'ultima atmosfera natalizia, prima che diventi definitivamente passato, poche foto dal giorno di Natale. Grande pranzo, nella nostra tradizione. Parenti e cibo. Ogni anno il menu varia a seconda di chi cucina e della fantasia a disposizione. Ma è certo che queste cose non mancano mai. 

La polenta!
(con arrosti di diverso tipo, qui protetti dai coperchi)



I formaggi (ma quest'anno siamo stati parchi, perchè giunti a fine banchetto si era satolli)



E le partite a pinnacola (di solito appannaggio degli over 50, ma che talvolta dilettano anche i più giovani) accompagnate da un buon panettone.



Ancora un po' di aria natalizia, dai!

Certo, l'Epifania tutte le feste si porta via, proprio per questo lasciatemi ancora un attimo nell'atmosfera di Natale. Lasciatemi ricordare il mercatino di quest'anno, volato via senza troppa festa, per me che andavo in biblioteca. Lasciatemi riguardare quelle meravigliose stelle che vendono qui. Prima che tutto sia portato via.






mercoledì 18 dicembre 2013

Plätzchen - i biscotti natalizi tedeschi

Alle soglie del Natale, e con alle spalle quasi un mese di incontri quotidiani con mercatini natalizi e decorazioni, credo sia giunto il momento di parlarne. Non per criticare la lunga gestazione, l'Avvento dilatato per scopi commerciali, tanto dilatato da diluirsi e sciogliersi, quasi non visto, come neve di ieri. Non per criticare dunque, ma per lodarne alcuni tipici rappresentanti, delizie conviviali, gioie domestiche per chi li prepara, fieri rappresentanti di tradizione e teutonicità.
Plätzchen!


Il concetto di Plätzchen è sfuggente e dai confini incerti. Ricordo che l'anno scorso uscì un articolone su Die Zeit (uno dei giornali più importanti in Germania) proprio riguardo alla filosofia dei Plätzchen, e già il punto di partenza, la definizione, risultava problematica. E come tale, veniva problematizzata in termini filosofici. Umorismo tedesco.
La parola vorrebbe dire "piccolo posto", "posticino" (kleine Platz). Sembrerebbe un riferimento al fatto che questi biscottini presentano dimensioni contenute, sono tendenzialmente piatti, e vengono serviti su dei vassoi (non è vero, anche nelle scatole di latta!), occupando dunque ciascuno un posticino sul vassoio, quasi come tesserine di un mosaico.
Che però il criterio della forma e dimensione possa essere assunto a definire l'intera categoria dei Plätzchen non soddisfaceva gli autori dell'articolo, che trovavano eccezioni nell'uno o nell'altro tipo di Plätzchen. E per ogni criterio che veniva proposto, c'era sempre un qualche biscottino che, pur essendo evidentemente uno dei Plätzchen, non potesse più essere considerato tale. Di qui la difficoltà di definire la categoria. Tanto che gli autori giungevano a proporre la variabilità come caratteristica basilare della stessa.
Ed è proprio la varietà di biscotti a stupire chi passa per le vetrine delle pasticcerie, o tra i banchetti del mercatino di Natale. Forme, dimensioni, con glassa o senza, impasti anche molto diversi.
Mi limito allora a puntare gli occhi su due varietà a me molto gradite.



Le Zimtsterne, letteralmente: stelle di cannella. In realtà dovete immaginarvi qualcosa di più che solo cannella. L'impasto è una deliziosa bomba a base di frutta secca, speziata, ricoperta di una glassa allo zucchero. Non c'è che dire, deliziose.


Vanillekipferl, ovvero: cornetti alla vaniglia. L'impasto sembra una normale frolla bianca, in realtà si usano anche mandorle e nocciole tritate. E un sacco di vaniglia. Zucchero esterno per chiudere in bellezza. Per molti, i Vanillekipferl sono il prototipo del Plätzchen, e non c'è Natale senza di loro.

Ci sarebbero molte altre varietà, che non ho fotografato. Frolle tondeggianti, con un occhio di marmellata; frolle bicolori vaniglia e cioccolato. Mini-Waffeln alla cannella. Pfeffernüsse (noci pepate), una sorta di panpepato o pandizenzero a forma di pallina schiacciata, tendenzialmente duro. E in quanto a pandizenzero, quel misto di spezie (garofano, anice, cannella, cardamomo) si trova anche in Lebkuchen (pan pepato, appunto) e Spekulatius, i primi più simili al concetto di pane, con delle mandorle a mo' di decorazione e forme che variano dal rettangolo al cuore, dimensioni che possono anche dilatarsi ben oltre il "posticino" di cui sopra. I secondi invece, Spekulatius, sono biscotti piatti con delle forme a bassorilievo, ottenuti con degli stampini particolari in legno: rappresentano di solito mulini a vento e persone, una su tutte, Santa Klaus.


La dimensione di germanicità dei Plätzchen sta nel fatto che sono estremamente radicati nella cultura del posto. Alcune tipologie hanno nomi diversi a seconda della regione in cui ci si trova. Alcuni tipi sono diffusi in tutto il Nord-Europa (si pensi al pan pepato), ma con leggere variazioni. Tanto che la mia coinquilina può star lì a spiegarmi davvero a lungo che il Lebkuchen norvegese è ben diverso da quello tedesco, e può anche farmi assaggiare quello che ha appena fatto al forno seguendo la ricetta norvegese, ma io imperterrita continuo a sentire solo una deliziosa mistura di spezie e tutte le altre differenze svaniscono sotto il mio palato. CI tengono, insomma.
Ci tengono anche a prepararli loro. Non c'è famiglia tedesca che non ne prepari almeno un tipo durante l'Avvento. Almeno uno, cioè almeno i Vanillekipferl. E in alcune famiglie ci si mette lì a usare gli stampini sulla frolla, tutti insieme, e già quello è un momento di festa. Tanto coinvolgente da essere adatto anche ai bambini, a cui di solito si lasciano stampare le frolle più semplici, che verranno magari decorate con zuccherini colorati. E talvolta vengono appesi all'albero di Natale. Così, giusto per aggiungere una stellina o una renna di frolla.


lunedì 9 dicembre 2013

Creme Caramel

Ora, dovete sapere che il creme caramel mi piace un sacco. Ma davvero tanto. E dovete anche sapere che mi son sempre chiesta come mai le confezioni Cameo mostravano un budino con il caramello in cima, mentre a me era data solo la possibilità di mangiarlo con il caramello sul fondo (cioè, in casa mia, il creme caramel non veniva mai scaravoltato).
Dovete anche sapere che in Germania pare non esserci il creme caramel. "Come?", faccio io, tutta indignata, durante una conversazione culinaria con le mie coinquiline tempo fa. La conversazione si conclude con un tentativo di far capire loro che dolce buonissimo sia il creme caramel e che surplus di sapore (e non solo di dolcezza) il caramello conferisca al budino.

Passano i giorni e arriva il mio compleanno. Ditemi voi quale miglior sorpresa di questa:
- buona musica (su cd, ma anche dal vivo!)
- formine per budino di quelle che si aprono da entrambi i lati, così si può scaravoltare il budino più facilmente, e
- il creme caramel!