domenica 22 aprile 2012

Aggiornamenti - parte 1

Non essendoci novità recenti, mi volgo ad aggiornamenti "passati".
A metà marzo il papero è migrato a sud, nel nido da cui proviene, e ancora più a sud, ad Andora.
C'è stato tempo di farsi un bel giretto sulla roccia, anzi due giretti; tempo per assaporare un evento da tanto atteso; tempo di rivedere anche altri paperotti che non son mai migrati (ma chissà, magari prima o poi anche loro...).
Falesia di Brembilla (Foto di Silvia: grazie!)

"Il castello" - chiesetta romanica del 1200 ad Andora

Andora

Andora - il mare

Andora - il mare
Che meraviglia oziare qualche giorno di fronte al mare! Il tempo ci ha concesso anche una lieve (per me lievissima) traccia di abbronzatura. Solo l'ultimo giorno andorese ci ha salutato con un cambio di clima. Anche nel grigiore della luce livida che filtra tra le nubi, rimane però il fascino di una spiaggia vuota. La spiaggia che in estate troveresti tanto affollata da chiederti perchè mai uno dovrebbe desiderare di metterci piede, ha tutta un'altra fattezza quando è libera. Ci trovi le imperfezioni di sassi ed alghe, racconti di mare, ci trovi le passeggiate di gente tranquilla. Ci trovi un vuoto prezioso.

sabato 14 aprile 2012

Via ai colori!

Forse non sarà una migrazione tanto bella da raccontare, quella all'Ikea, ma i vantaggi dell'ondata di colori in camera mia si meritano un post con foto. Tappeto nuovo che dà allegria con semplicità. Le tende fatte dalla mamma scaldano la luce limpida di questi giorni, in cui uno scroscio d'acqua lava l'aria e il sole che ne segue la fa luccicare tutta. La palla aiuterà la mia schiena, spero. Il materasso nuovo pure (finalmente addio al materasso di marmo!). Infine il tavolino, lascito di un amico che se ne è ripartito per casa sua, dà spazio ai libri letti e da leggere.



domenica 4 marzo 2012

Thingstätte e Michaelis Basilika

La passeggiata domenicale, stavolta purtroppo non accompagnata da buona luce, mi ha portato in cima alla collina. Ricordate i resti del chiostro di Santo Stefano, di cui parlavo qualche post fa? Bene, non lontano da lì si trovano il Thingstätte e la Michaelis Basilika.
Il primo è una sorta di anfiteatro germanico, costruito nel 1935 dai nazisti per fini propagandistici. L'anima dell'uomo nazista avrebbe trovato in ambienti come questi (ne furono costruiti un po' ovunque in Germania) il luogo più adatto ai raduni culturali e di partito, ristabilendo al contempo un legame con le proprie radici. Il "Thing" infatti era in origine una sorta di assemblea decisionale nelle popolazioni germaniche, e al contempo il luogo dove ci si radunava per tenere l'assemblea stessa. Curioso il passaggio linguistico: Thing come assemblea e luogo della stessa, passa poi a designare il termine generico "cosa", "Ding" nel tedesco moderno, "Thing" in inglese. Ma a guardar bene anche il nostro sostantivo "cosa" nasce come "causa", in latino, e designa  l'argomento di cui si parla nell'assemblea.
Ma torniamo ai nostri germani. Questo enorme anfiteatro nel bosco, sulla cima della collina, così pregno di ideologie e falsi miti, rimane oggi a disposizione per manifestazioni culturali, concerti all'aperto, cose così.



Poco oltre, i resti di un'altro monastero, dedicato a San Michele. 


lunedì 20 febbraio 2012

domenica 19 febbraio 2012

Passeggiata sul fiume

Meta: Stift Neuburg, quella macchia bianca che si vede nella foto. Si tratta di un chiostro di benedettini tra prati, con un allevamento bio di capre e pecore sul retro.

Ok, questa foto avrei potuto scattarla anche sul Lago d'Endine.

Viuzze del centro storico, illuminate da un inaspettato raggio di sole.

Classica veduta da cartolina. Madonna con Bambino nella piazza del Mercato, con il Castello sullo sfondo.

 E infine sempre qui si torna, la via di casa.

E da una via laterale, sbuca il Cave 54, Jazz Club storico di Heidelberg.

Das Wandern

Passeggiata di ieri sulla collina. Un vero Wandern alla tedesca.
Partenza dal ponte vecchio (Alte Brücke), passando dalla  porta (Brückentor).


Si inizia a salire: eccoci sul Philosophenweg. Ormai il Neckar (mi dicono sia maschile ed io, a malincuore, mi adeguo) è completamente sghiacciato e verdeggia tra le colline. 



 Ed i tedeschi son tutti felici e contenti per la ripresa del commercio fluviale e... del canottaggio.

Ci addentriamo nei boschi - e per quanto forse le foto non rendano, ci si ritrova nel perfetto clima del Lied tedesco. Come non pensare alla Winterreise di Schubert, al Des Knaben Wunderhorn di Brentano e von Arnim? Paesaggio di fine inverno, neve solo in piccoli mucchietti a lato del sentiero, foglie del colore caldo che mai lascia Heidelberg, alberi nudi o quasi, i tronchi luccicano per le piogge come nere proboscidi tuffate nel terreno. Solo, non son sicura che Schubert camminasse su sentieri larghi e battuti come queste comode autostrade per passeggiatori.
Cammina cammina, uno si perde anche. Una a caso. Nonostante un senso dell'orientamento ovunque decantato. Così ci si ritrova a chiedere informazioni ai passanti - due o tre gatti - "di qua si va verso il Philosophenweg?", per sentirmi rispondere "volevo proprio chiederti la stessa cosa, se da dove arrivi tu si arriva al Philosophenweg!". Insomma, in modo un poco casuale, sbuco su una piccola area di resti, t'oh! Si tratta di un piccolo insediamento di monaci, il Chiostro di Santo Stefano. Demolito già verso la fine del XVII secolo, in seguito all'abbandono del sito da parte dei monaci. Con le pietre rimaste ci han costruito una Aussichtsturm (torre panoramica) proprio lì a fianco.

E torniamo a scendere, tra i boschi e i tappeti di foglie.

Fino a questa meraviglia, Bismarksäule (colonna di Bismark). Dotata persino di lampada olimpica sul tetto, non sia mai che sembri che si dia troppa poca importanza al personaggio.

Ma, per concludere, volgiamoci a più degne meraviglie.

lunedì 13 febbraio 2012

Solo una spruzzatina di neve....


...o un paesaggio glaciale?


lunedì 6 febbraio 2012

Il Concerto


Al termine di un semestre di prove, finalmente il concerto! 
Ecco un estratto da Brahms, Prima Sinfonia. 

venerdì 3 febbraio 2012


Wislawa Szymborska è morta pochi giorni fa.
Di nuovo un post nero di lutto. Dopo Christa Wolf. Strano che due donne tanto importanti per la letteratura, per noi che le leggiamo e che scorgiamo parole vere in quei libri, muoiano a distanza di pochi mesi.
Un rammarico, non conoscerla abbastanza bene, non aver letto abbastanza di suo. Davvero troppo poco. L'edizione completa delle sue poesie è sul mio comodino a Bergamo, mi è mancato il tempo per leggere con calma prima della partenza per Heidelberg, e poi mi è mancato lo spazio in valigia per un libro in più. Solo poche le poesie lette, rimane il desiderio intenso di riprendere tra le mani il librone azzurro, con testo polacco a fronte. Siamo fortunati a poterne leggere ancora la voce.