lunedì 18 giugno 2012
martedì 12 giugno 2012
Una battaglia storica

Tenera è la notte... tenero il cielo di Heidelberg alle 21,30 passate di un sabato, il primo sabato di giugno.
Il sole è già calato, il chiarore indugia ancora sulla città universitaria per eccellenza in Germania. Le luci gialle della biblioteca ancora accese, si intravedono intrepidi (o solo stressati) studenti alle prese con le ultime pagine della giornata. Ma anche le luci dei pub, la Altstadt inizia a risvegliare quel brulichio del sabato sera (per intenderci, quella gente che poi a notte fonda passerà sotto alla mia finestra intonando cori di ubriachi).
(Un premio a chi intravede casa mia in questa foto)
Ma non è un sabato normale questo. Il brulichio è più intenso del solito. Stasera si rievoca il 1689!
Quel che successe allora è l'attacco dei francesi al castello di Heidelberg.
Non appena l'oscurità lo consente, si parte: due spari dalla collina (dove c'è il Philosophenweg), e subito il castello vien colpito. Un incendio di grandi proporzioni lo fa rosseggiare e ne danneggia irrimediabilmente alcune parti. (che è poi il motivo per cui quel che rimane oggi è una rovina più che un castello).
Il rossore dura a lungo. L'incendio non accenna a placarsi, tutta la città volge gli occhi al suo castello.
Ma i francesi mica han finito, e sennò che battaglia sarebbe?
Di nuovo dalla sponda opposta al castello si spara, forti colpi uno dietro l'altro, e la notte ne è tutta illuminata.
La battaglia prosegue sul ponte vecchio (Alte Brücke).
E dal ponte si spara a pelo d'acqua sul Neckar.
La rievocazione con i fuochi d'artificio merita proprio. Soprattutto se si trova un bel punto di osservazione. Il campanile della Jesuitenkirche si è prestato proprio bene allo scopo (ringraziamo Katharina per l'invito! :-)
lunedì 11 giugno 2012
Il cielo
Da
qui si doveva cominciare: il cielo.
Finestra
senza davanzale, telaio, vetri.
Un'apertura
e nulla più,
ma
spalancata.
Non
devo attendere una notte serena,
né
alzare la testa,
per
osservare il cielo.
L'ho
dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
Il
cielo mi avvolge ermeticamente
e
mi solleva dal basso.
Perfino
le montagne più alte
non
sono più vicine al cielo
delle
valli più profonde.
In
nessun luogo ce n'è più che in un altro.
La
nuvola è schiacciata dal cielo
inesorabilmente
come la tomba.
La
talpa è al settimo cielo
come
il gufo che scuote le ali.
La
cosa che cade in un abisso
cade
da cielo a cielo.
Friabili,
fluenti, rocciosi,
infuocati
e aerei,
distese
di cielo, briciole di cielo,
folate
e cumuli di cielo.
Il
cielo è onnipresente
perfino
nel buio sotto la pelle.
Mangio
cielo, evacuo cielo.
Sono
una trappola in trappola,
un
abitante abitato,
un
abbraccio abbracciato,
una
domanda in risposta a una domanda.
La
divisione in cielo e terra
non
è il modo appropriato
di
pensare a questa totalità.
Permette
solo di sopravvivere
a
un indirizzo più esatto,
più
facile da trovare,
se
dovessero cercarmi.
Miei
segni particolari:
incanto
e disperazione.
Wisława
Szymborska
trad.
Pietro Marchesani
sabato 9 giugno 2012
verde e rosso
La visita di una persona cara è sempre occasione per belle passeggiate. Soprattutto se è fine maggio - inizio giugno e l'estate prende piede in ogni dove.
Il Thingstätte, quell'anfiteatro costruito dai nazisti, è ora ben diverso da quando c'ero stata in inverno.
Le rovine di un chiostro, in cima alla collina (Michaelisbasilika)
E, se sei ad Heidelberg, sai che prima o poi spunterà sempre il castello, che si sia in un punto panoramico o che si sbirci da uno sprazzo di vuoto tra due alberi.
sabato 26 maggio 2012
mercoledì 16 maggio 2012
Gita del Primo Maggio

Il 1° Maggio come vuole la tradizione si è fatta una gita. Il tempo meraviglioso ci ha permesso di fare un giro in battello sul fiume Neckar. Partenza da Heidelberg, arrivo a Neckarsteinach, passando per ben due chiuse (si chiamano così?) e scoprendo che il fiume, da quella parte, è circondato da un paesaggio molto dolce e verdeggiante. Qua e là, nei pressi di Neckarsteinach, spuntano dalla marea verde le torri di qualche castello: piccolo, diroccato o curato alla perfezione, ma sempre di quella pietra arenaria rossa con cui è costruita anche tutta Heidelberg.
Neckarsteinach è un paesino molto grazioso, nel quale si sono conservate delle case a tralicci secolari e questa chiesetta del 1100 circa (le vetrate però sono moderne).
venerdì 27 aprile 2012
Aggiornamenti - parte 4
Uno sguardo dall'alto sulla città di tutti i giorni. Siamo saliti sulla torre campanaria della Chiesa di Santo Spirito, il giorno di Pasqua, benedetto dalla luce chiara e limpida che scandisce tutti i colori.
E poi di nuovo a gironzolare. Questa volta a Speyer (qualcuno magari avrà sentito parlare di Spira?). Il Duomo di Speyer è uno dei più rinomati della Germania, e non solo. Deve la sua fama alla bellezza dell'architettura romanica - incredibilmente imponente. Purtroppo non ho potuto fotografare l'interno: mi sentivo piccola piccola in uno spazio enorme che sapeva di ancestrale. I canti pasquali, le voci e l'organo, risuonavano a lungo prima di affievolirsi. Mi è venuto da pensare che questo romanico abbia già in sé i germi del gotico che verrà. Nonostante gli archi a tutto sesto, belli nella loro nudità, il rapporto base-altezza narra già di uomini che protendono verso l'alto. E ripensando alla chiesetta romanica di Andora, alle mille testimonianze romaniche viste in Italia qua e là, mi sembra di trovarci differenze abissali. Di fondo.
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| Il Duomo di Speyer |
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| Il Duomo di Speyer - dettaglio |
E una chiesa neo-gotica protestante - un trionfo di luci filtrate dalle vetrate.
Aggiornamenti - parte 3
Schwetzingen. Questo nome ai più non dirà nulla. Ma basta dare un'occhiata alle foto per rendersi conto che il castello - la reggia - che si trova in questo paesino di poche anime è una vera e propria Versailles di queste parti. Fu costruita in periodo barocco e lo scopo era creare dei giardini meravigliosi, quei giardini che nel palazzo del principe, a Mannheim, non avrebbero avuto posto a sufficienza.
Nonostante il tempo non fosse dei migliori e la primavera non avesse ancora raggiunto il suo apice, la visita dei giardini ci ha lasciati incantati. C'è una commistione tra spazi organizzati, coltivati, come aiuole profumatissime o siepi che nascondono panchine per incontri riservati, e invece spazi liberi, in cui ci si potrebbe benissimo trovare in un parco cittadino anziché nella reggia. Cionondimeno, ovunque si resta piacevolmente stupiti. Se doveva essere un luogo di piacere, ben l'hanno ideato!
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| Trompe l'oeil alla fine di una galleria, nei pressi della voliera |
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| Tempio dedicato ad Apollo |
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| Tempio dedicato ad Apollo |
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| Moschea |
Al termine della visita il cielo si è fittamente rannuvolato, preparandosi ad una bella grandinata. Quel blu carico, tanto diverso dai blu della Liguria, quanto era bello?
Infine, il mio sogno: un prato di narcisi!
Aggiornamenti - parte 2
Per Pasqua il papero è tornato in Germania - stavolta in compagnia. Per la prima volta da quando sono qui ho avuto modo di girare i dintorni di Heidelberg (un po' di sano turismo).
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| Vetrate nel duomo di Worms |
Ad esempio, siamo stati a Worms. È la città dei Nibelunghi, c'è anche un museo a riguardo e ovunque statue di Sigfrido che uccide il Drago. Ma è anche stata un'importante città imperiale per le Diete, le assemblee medievali in cui si prendevano decisioni, l'antenato del parlamento insomma. Il duomo è un gioiellino romanico, con vetrate molto belle e due absidi, l'una del tutto romanica, l'altra addobbata dal barocco.
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| Abside romanica |
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| Abside barocca |
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| Porta della città di Worms |
Lorsch è una cittadina molto piccola, un paesello quasi, ma la guida ne parlava tanto bene! Ci sono i resti di un'abbazia, addirittura di epoca carolingia e patrimonio dell'umanità UNESCO. Peccato che al momento tutto ciò (solo i resti di due edifici: la gran parte di tale abbazia è stata infatti rasa al suolo) sia sotto restauro, perciò abbiamo a mala pena intravisto una facciata decorata tra i ponteggi dei restauratori. In compenso, nel centro storico si trovano diverse case come queste:
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| Lorsch |
Quella giornata, dopo Worms e Lorsch, si è conclusa con un bel tramonto dal castello di Heidelberg.
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